Beckett (BGS) acquisita dai rivali di PSA
Grandi cambiamenti in arrivo per il settore del Grading?
Dopo l'acquisizione, avvenuta nel febbraio 2024, della società di classificazione SGC, Collectors (la società madre di Professional Sports Authenticator) acquisisce Beckett, un altro marchio storico nel settore dell'hobby. Secondo un comunicato stampa pubblicato sul loro sito web, le due società hanno stipulato un "accordo definitivo" per la vendita.

Nat Turner, CEO di Collectors, ha annunciato l’ingresso di Beckett nel gruppo Collectors, sottolineando che lo storico marchio continuerà a operare in modo indipendente all’interno del portfolio dell’azienda.
«Sono felice di annunciare che l’iconica Beckett entra a far parte della famiglia Collectors e continuerà a operare come marchio autonomo», ha dichiarato Turner. «La prima carta che ho mai fatto valutare è stata una Beckett e considero Collectors come il custode di questa importante icona del collezionismo. Crediamo che marchi solidi e adeguatamente supportati possano contribuire a rendere questo hobby più accessibile».

Come precisato dallo stesso Turner, Beckett manterrà la propria autonomia operativa e continuerà a gestire in modo indipendente i suoi principali servizi, tra cui la classificazione delle carte, la rivista ufficiale e il marketplace.
Si tratta di un passaggio significativo per il mondo del collezionismo. Tra il 2020 e il 2024, SGC aveva registrato una forte crescita, sottraendo quote di mercato storicamente detenute da Beckett e PSA. Nel febbraio 2024, però, Collectors ha annunciato l’acquisizione di SGC, assicurando fin da subito che l’azienda avrebbe continuato a operare in modo indipendente, così come ora avviene per Beckett.

La situazione è cambiata parzialmente nel luglio 2025, quando l’ex presidente e CEO di SGC, Peter Steinberg, ha rassegnato le dimissioni. Pur continuando formalmente a operare come entità autonoma, è emerso che Collectors avrebbe ridotto le risorse destinate a SGC, trasformando quella che un tempo era la seconda azienda di classificazione per importanza in una realtà più “di nicchia”. I dati sembrano confermare questa tendenza: secondo le ultime rilevazioni di Gem Rate, dopo le dimissioni di Steinberg il numero di richieste di grading a SGC ha iniziato a diminuire.
Beckett è stata fondata nel 1984 dal Dr. James con il nome di Beckett Publications. Oggi conosciuta come Beckett Media, l’azienda è celebre soprattutto per i suoi servizi di classificazione. In passato, però, Beckett era nota soprattutto per le sue guide ai prezzi delle figurine sportive, pubblicate mensilmente e diventate uno strumento fondamentale per i collezionisti, che potevano così monitorare nel tempo il valore delle proprie collezioni.
Nel comunicato stampa, Kevin Isaacson, CEO di Collēctīvus, ha dichiarato di essere convinto che Beckett sia ora in buone mani, sottolineando il profondo rispetto per il valore e la reputazione del marchio all’interno della comunità dei collezionisti. Collēctīvus era stata annunciata come nuova società madre di Beckett nel dicembre 2024.
Infine, il comunicato precisa che l’accordo di vendita non comporta alcuna modifica ai prezzi e non ha alcun impatto sugli ordini attualmente in lavorazione presso PSA o Beckett.
Questa notizia arriva in un momento particolarmente delicato per l’intero settore del grading e, soprattutto, per la percezione che la community ha di PSA e della sua holding, Collectors. Non si può ignorare che l’acquisizione di Beckett avvenga in un contesto di sfiducia crescente, alimentata dallo scandalo legato al buyback, che ha minato la credibilità e la trasparenza di PSA agli occhi di molti collezionisti.
A questo si aggiunge un dato difficilmente contestabile: PSA, già come singola azienda, controlla circa il 75% del mercato del grading. Se poi consideriamo l’acquisizione di SGC nel 2024 e ora quella di Beckett, il quadro che emerge è quello di un settore sempre più concentrato nelle mani di un unico gruppo. Anche se ufficialmente PSA, SGC e Beckett continueranno a operare come marchi “indipendenti”, il controllo strategico, le risorse e le decisioni chiave fanno capo alla stessa entità.
Il rischio, per molti collezionisti e operatori dell’hobby, è che il mondo del grading stia diventando una sorta di monopolio di fatto, con meno concorrenza reale, meno incentivi all’innovazione e un potere enorme nel determinare standard, prezzi e direzione del mercato. L’esperienza recente di SGC, progressivamente ridimensionata a “boutique shop” dopo l’acquisizione, non aiuta certo a rassicurare chi spera che Beckett possa mantenere nel lungo periodo una vera autonomia.
In un hobby che si fonda sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla pluralità di voci, queste operazioni sollevano interrogativi legittimi. Più che una semplice acquisizione, quella di Beckett sembra segnare un ulteriore passo verso un ecosistema del grading sempre meno competitivo e sempre più centralizzato, e sarà la community, nei prossimi anni, a giudicare se questo porterà benefici o se, al contrario, rappresenterà un punto di non ritorno per l’hobby così come lo abbiamo conosciuto.
